Detrazioni fiscali per interventi sul patrimonio edilizio novità 2018: cosa è cambiato

 

Lo scorso Febbraio è stata pubblicata, sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (link in basso), la guida aggiornata per le detrazioni fiscali riferite all’anno 2018.

Il beneficio consiste nella detrazione dell’Irpef di una percentuale delle spese sostenute per interventi sulle singole unità immobiliari, elencati alle lettere b), c) e d) dell’art. 3 del DPR 380/2001 e sulle parti comuni di edifici condominiali, di cui all’art. 1117, numeri 1,2, e 3 del codice civile.

Tale beneficio spetta quindi per lavori di:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia. 

La prima novità riguarda l’ufficializzazione della proroga della maggiore detrazione del 50%, fino al 31 Dicembre 2018, per poi tornare all’ordinario 36% a partire dal 1 Gennaio 2019.

Il limite di spesa è rimasto al tetto massimo di € 96.000,00 per unità abitativa e la detrazione, per gli interventi sopra elencati, va ripartita in anni 10.

Per interventi di adozione di misure antisismiche invece, le percentuali possono arrivare fino al 70-80%, per spese sostenute fino al 31 Dicembre 2021 da calcolare su importo massimo di € 96.000,00 per unità abitativa con 5 quote annuali.

Le agevolazioni fiscali spettano inoltre per lavori finalizzati:

  • all’eliminazione delle barriere architettoniche (sostituzione, manutenzione o installazione di ascensori, montacarichi, elevatori  esterni) e alla realizzazione di ogni strumento idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi (art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1994); a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (sostituzione, rafforzamento o installazione di porte blindate, grate, cancellate, vetri antisfondamento, sistemi di videosorveglianza e antifurto, vetri antisfondamento, casseforti a muro…);
  • alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili di energia;
  • all’esecuzione di opere di bonifica dell’amianto;
  • all’esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (come la riparazione di impianti insicuri e l’installazione di opportuni strumenti quali gli apparecchi di rilevazione dei fumi, corrimani e vetri anti-infortunio).

Si ricorda che anche le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, rientrano tra quelle ammesse all’agevolazione, nella misura del 50%.

È bene inoltre ricordare che i pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Comunicazione all’ENEA

È questa l’importante novità introdotta con la Legge di bilancio 2018; l’obbligo di trasmettere all’ENEA le informazioni sui lavori effettuati, per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi.

Altra precisazione introdotta con la Legge di bilancio 2018 riguarda l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata nella misura del 10% per i beni significativi (individuati dal Decreto 29 Dicembre 1999), in cui viene spiegato come individuare correttamente il loro valore quando con l’intervento vengono forniti anche componenti e parti staccate degli stessi; tema peraltro già affrontato e spiegato nella Circolare 12/E del 2016.

L’ultima novità riguarda la riduzione dell’aliquota di detrazione dal 65% al 50% per:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
  • schermature solari;
  • caldaie a biomassa.
  • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.811/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

Visualizza la guida completa di Febbraio 2018

Visualizza la tabella degli interventi incentivabili con le relative aliquote

Visualizza la circolare dell’Agenzia delle Entrate sulle ritenute

di Marco Cecilian